YETA

progetto

Eseguita completamente in legno, l'unità Yeta è essenzialmente un modulo ad uso antropico dai più svariati utilizzi: nella configurazione proposta nel presente prototipo si presenta come una "stanza nel verde" completa di cucina e bagno con doccia, ma sostituendo gli arredi interni potrebbe trasformarsi in un modulo didattico, meditativo, espositivo, scientifico, di deposito o altro ancora. L'unità Yeta è formata da pannelli sandwich di legno e materiale coibente, modulari ed autoportanti, assemblati tra loro a formare una "scatola" abitativa resistente, prestazionale e minimalista. Il rivestimento esterno, così come le strutture di appoggio sul terreno, sono realizzati con semplici tronchi grezzi giustapposti a formare un parallelepipedo dall'aspetto finale di una comune catasta di tronchi d'albero.

Le dimensioni dei pannelli sandwich sia del pavimento che del soffitto che delle pareti esterne dell'unità Yeta sono tali da consentire un facile trasporto, assemblaggio in loco tenendo conto delle dimensioni standard dei pannelli in legno, disponibili in varie essenze, di uso commerciale. La filosofia che sta alla base del progetto Yeta fonda le proprie radici nei temi dell'eco-sostenibilità, del rispetto dell’ambiente naturale ospite, dell'inedita utilizzazione del materiale legno, della minima pressione edilizia sul territorio, dell'innovazione costruttiva, della spontaneità e poesia dell'abitare. E' eco-sostenibile perchè i materiali impiegati sono naturali, riciclabili e provenienti da fonti rinnovabili, minimizzando lo speco di materiali e razionalizzando il processo produttivo. E' rispettosa dell'ambiente perchè semplicemente appoggiata sul terreno, senza alcuna opera fondazionale, e il suo aspetto esteriore le permette un facile inserimento in lughi naturali anche di particolare pregio e tutela (nasconde completamente la vocazione abitativa quando totalmente chiusa). E' minimale sia per la pressione (edilizia) che esercita sul territorio, date le dimensioni ridotte e il carattere temporaneo, sia per l'approccio formale, dato il rivestimento rude e non lavorato all'esterno e l'aspetto semplice (volutamente spoglio) e funzionale degli inteni. E' innovativa perchè autosufficiente grazie ad un sistema fotovoltaico con batterie al gel controllato da impianti domotici che regolano un dispositivo con codice di apertura e attivazione dell'unità, che sopraintendono al funzionamento di sonde ambientali (temperatura, umidità, CO2), al funzionamento di sistema fotovoltaico con batterie al gel controllato da impianti domotici che regolano un dispositivo con codice di apertura e attivazione dell'unità, che sopraintendono al funzionamento di sonde ambientali (temperatura, umidità, CO2, rilevatore di presenza), al funzionamento di un sistema di illuminazione a led dal consumo ridotto nonchè al funzionamento di un un sistema di apertura / chiusura della parete frontale dell'unità stessa e della porta di accesso. L'autarchia è declinata anche con sistemi di recupero dell'acqua piovana ubicati sul tetto e smaltimento delle acque grige e nere di scarico integrati negli impianti stessi. E' spontanea e poetica perchè conuiga l'essenza dell'abitare e l'impermanenza del nomadismo in un unico esperimento architettonico reale, fruibile e funzionante.

la struttura

La cella abitativa è strutturata attorno ad una “scatola” realizzata in leggeri pannelli sandwich modulari formati da un telaio in legno di larice opportunamente rinforzato nei punti di maggiore sollecitazione con listoni lignei, interposto materiale coibente (fibra di legno, lana di roccia, eps...) e rivestimento finale in pannelli di legno multistrato (essenze a piacere). Le pareti, con struttura interna tipo trave Warren, fungono da elemento portante sia per il pavimento che per il soffitto. I tronchi di legno sono semplicemente accostati alle pareti mentre quelli a rivestimento del tetto sono appoggiati su una coppia di travi poste perpendicolarmente alle pareti stesse. I calcoli strutturali hanno tenuto conto di un carico sul pavimento di 250 kg/mq (peso proprio e accidentale), mentre per il tetto sono stati considerati 200 kg/mq (peso prorpio e neve).

 

gli impianti

Fotovoltaico_il sistema integrato è di tipo “ad isola” (non collegato alla rete elettrica) ed è basato su un array di sei moduli FV con potenza nominale di picco pari a 600 watt circa (superficie captante 3,9 mq). I moduli sono collocati in una struttura in acciaio inox retrattile che si inserisce (durante i periodi di inutilizzo dell’unità) nella intercapedine tra il rivestimento di tronchi e i pannelli del soffitto. La stringa o generatore fotovoltaico (unione dei vari moduli FV) è connesso ad un sistema di accumulo, rappresentato da due batterie al gel in grado di immagazzinare l’energia prodotta e fornirla successivamente all’utenza nei tempi e nei modi richiesti (800 wat circa). Una coppia di regolatori di carica gestisce la fornitura di corrente continua a 12/24 volt fino ai dispositivi integrati nell’unità stessa, controllando i flussi di energia tra generatore fotovoltaico, accumulo e carico.

Domotico_si tratta di un sistema di gestione delle utenze presenti nell’unità in grado di ottimizzare sia l’intìegrazione e la sinergia tra i diversi dispositivi sia i consumi degli stessi, attivandoli in funzione delle necessità o di eventuali “scenari di utilizzo” programmati. Il sistema è composto da un’unità centrale funzionante a 24 volt che gestisce una sonda di temperatura esterna, una di temperatura e umidità interne, un rilevaziore di presenza in ingresso, un tastierino per codici di accesso, una veneziana intergrata nella vetrata, il sistema di illuminazione basato su strip-led, una coppia di pompe per il ricircolo dell’acqua sia sanitaria (doccia e sciacquone) che potabile e una coppia di ventole per ricambio d’aria interna (una in cucina ed una in bagno). Il sistema è implementabile e gestibile anche in rempto via telefonino o computer mediante software dedicato.

Illuminazione_un sistema anulare superiore ed inferiore costituito da profili di alluminio in cui sono alloggiati degli strip-led ad elevata luminosità è posizionato in corrispondenza degli spigoli interni della “scatola abitativa”. In questo modo l’illuminazione avviene in maniera uniforme, può essere gestita in modo differenziato (provenire solo dal basso o dall’alto, o solo dal fondo - ambiti bagno e cucina - o contemporaneamente da tutte le fonti disponibili). Per gestire la radiazione solare in ingresso dalla vetrata, di superifcie pari a 4 mq, è previsto un sistema oscurante intergrato: una veneziana comandata dal sistema domotico centrale si alza ed abbassa assecondando le esigenze di schermatura dal sole diretto o di contenimento della temperatura interna dell’unità che potrebbe aumentare se direttamente irraggiata per tempi prolungati. Funge anche da elemento per assicurare la necessaria privacy.

Idraulico_l’unità è fornita di una vasca in acciaio inox di captazione dell’acqua piovana posta nell’intercapedine tra i tronchi e i pannelli del soffitto. La riserva idrica che ne deriva viene immagazzinata in una serbatoio da 100 litri posto internamente all’unità. Una pompa provvista di filtro coinvoglia l’acqua dal serbatoio alle utenze della doccia e dello sciacquone, nonchè al miscelatore della cucina. L’acqua potabile poterebbe essere ricavata da questa riserva: la purificazione verrebbe eseguita da speciali cartucce in carbone attivo impregnate con argento (batteriostatico). In altrenativa l’acqua è portata in occasione di ogni utilizzo. Il WC è di tipo chimico (ma allacciato ad una rete fognaria potrebbe essere tradizionale) su un serbatoio di raccolta liquami costruito in acciaio inox che garantisce un'efficace ventilazione e facilita l'aspirazione dei reflui.

YETA richiedi informazioni
YETA richiedi informazioni
Get Flash Player